Lavoro: Allenatore

Cesare Pancotto

Stagione 1986-1987, Cersare Pancotto sbarca a Reggio Emilia con il difficilissimo compito di sostituire Dado Lombardi sulla panchina della Pallacanestro Reggiana e nel cuore dei tifosi biancorossi. Purtroppo per l’allenatore di Porto San Giorgio la missione risulterà impossibile terminando addirittura la sua unica stagione reggiana con una retrocessione in A2 e un esonero a 3 giornate dal termine del campionato (sostituito dal vice Ergelini).

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Renato Pasquali

Dopo aver costruito la squadra che dovrà partecipare al campionato di Serie A 2006-2007 l’allenatore della PR Fabrizio Frates, a pochi giorni dall’inizio della stagione rescinde il contratto lasciando i biancorossi senza guida. Al suo posto viene chiamato a Reggio Renato Pasquali, nato a Jesolo nel 1959, e fresco campione d’Ucraina alla guida del Kiev. Purtroppo, quella che sulla carta sembrava essere una grande squadra, si rivela invece un team estremamente fragile. La stagione non può che finire male, Pasquali dura sulla panchina di Reggio solo 7 partite per poi essere sostituito dal suo vice Massimiliano Menetti che non riuscirà ad evitare la retrocessione.

Giordano Consolini

Giordano Consolini, bolognese del 1954, si trasferisce a Reggio Emilia nel 1991 dopo aver cominciato l’attività di coach come assistente di Ettore Messina prima nelle giovanili e poi nella prima squadra della Virtus Bologna. Alla Pallacanestro Reggiana arriva con il ruolo di responsabile del settore giovanile e assistente in prima squadra di Virginio Bernardi. Dopo l’abbandono di Bernardi, Consolini rifiuta il ruolo di head coach della prima squadra, incarico affidato poi a Zare Markowski. L’allenatore felsineo succederà al macedone nella stagione 1994-1995, campionato di A2. Giordano Consolini predilige la difesa a uomo e si approccia alle partite con una preparazione minuziosa in cui però lascia grande spazio ai suoi solisti. In due stagioni di serie A2 arriva due volte in finale, centrando la promozione al secondo tentativo grazie anche al suo coraggio di lanciare in squadra giovani del vivaio biancorosso quali Usberti, Davolio e Basile. In A1 non ha però l’occasione di guidare la PR in quanto gli viene preferita l’esperienza di Gianfranco Lombardi.

Virginio Bernardi

Casertano, classe ’54, sbarca a Reggio Emilia nella stagione 1992-1993 dopo un anno sfortunato a Varese che avrebbe dovuto proiettarlo nell’Olimpo degli allenatori ma che invece si conclude con l’esonero e la prima retrocessione della storia dei lombardi. Viene chiamato alla Pallacanestro Reggiana dal presidente Enrico Prandi con un accordo che prevede incentivi legati al numero di spettatori che riuscirà a portare al palazzo dello sport. La sua è una pallacanestro rapida, con molta importanza data ai grandi giocatori piuttosto che agli schemi. Amante dei giocatori esperti porta a Reggio Emilia Fantozzi (con cui però rompe a metà campionato assieme a Ricci, arrivando ad allontanarli dalla squadra) ma soprattutto Mike Mitchell, già allenato ai tempi di Brescia. La sua prima stagione reggiana si chiude con la promozione in serie A1. Nel campionato di A1 1993-1994 Bernardi porta la squadra alla salvezza attraverso i playout. Nell’estate 1994 decide di interrompere il rapporto con la Pallacanestro Reggiana, in quel momento in un delicato momento societario, per trasferirsi a Trieste dove i risultati però non saranno esaltanti, ottenendo un altro esonero e la retrocessione in A2.

Dragan Sakota

L’esperto allenatore serbo Dragan Sakota viene chiamato sulla panchina della Reggiana, targata Unahotels, dopo appena 8 giornate di campionato per sostituire Massimiliano Menetti alla guida di una squadra totalmente allo sbando. E’ la stagione 2022-2023 e l’allenatore serbo, dopo aver guidato prestigiosi club come Fortitudo Bologna, AEK Atene, Olympiakos e Stella Rossa negli ultimi anni si è specializzato ai subentri in corsa cercando di raddrizzare annate storte. Alessandro Dalla Salda e la dirigenza reggiana, oltre alle indubbie qualità del coach, vogliono una figura esterna al campionato italiano e quindi al di fuori da ogni tipo di pressione esterna. La scelta si rivela azzeccata, dopo diversi innesti (e tagli) nella formazione la Pallacanestro Reggiana riesce a rimettersi in carreggiata, ottenendo scalpi illustri come quello dell’Olimpia Milano e di Varese. La salvezza viene raggiunta però solo all’ultima giornata grazie alla sconfitta di Trieste sul campo di Brindisi che condanna i giuliani alla retrocessione. A fine stagione la PR decide di cambiare completamente volto alla squadra, sia in campo che in panchina, decidendo di non rinnovare il contratto a Sakota che, in linea con il suo nuovo ruolo di esperto in salvataggi, l’anno successivo subentra a Corbani sulla panchina di Brindisi.

Raimondo Vecchi

Raimondo “Mondo” Vecchi inizia la carriera di allenatore con le ragazze dell’Arbor, per poi essere chiamato a dirigere il settore giovanile della Torre dove si trova in squadra giocatori come Spaggiari, Montecchi e Pastorelli con cui ottiene svariati successi a livello giovanile. Nella stagione 1978-1979 Vecchi è l’assistente, assieme a Leo Ergelini, di Beppe Ferretti alla guida delle Cantine Riunite, militanti nel campionato di serie B. Dopo poche giornate Ferretti lascia la guida della squadra e la panchina viene affidata a “Mondo” con Ergelini sempre secondo allenatore. L’esordio non è dei migliori con le Cantine Riunite che retrocedono in serie C. Fortuna vuole che a causa del fallimento del Gira Bologna i reggiani vengono ripescati, potendo così nuovamente disputare il campionato di serie B. Alla guida di Mondo Vecchi la Pallacanestro Reggiana sfiora per due volte la storica promozione tra i professionisti arrivando, nelle stagioni 1979-1980 e 1980-1981, terza in classifica, appena un gradino sotto i posti promozione. Al termine del campionato 1979-1980 Vecchi viene nominato miglior allenatore della serie B. Raimondo Vecchi non viene riconfermato per il campionato 1981-1982 preferendogli un allenatore esperto come Gianni Zappi. Nonostante le profonde delusioni per la doppia fallita promozione è proprio durante gli anni di Mondo Vecchi alla guida della Pallacanestro Reggiana che a Reggio Emilia scoppia l’amore per la pallacanestro, con sempre più spettatori a seguire in via Guasco i vari Rustichelli, Di Nallo, Ghiacci, Grasselli e Codeluppi.

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Gianni Zappi

Gianni Zappi rimarrà nella storia della Pallacanestro Reggiana come l’allenatore che ha portato la squadra reggiana per la prima volta in serie A al termine della stagione 1981-1982. Imolese di nascita, arriva a Reggio in sostituzione di Mondo Vecchi che per due volte aveva sfiorato la promozione in A2. Zappi è il primo allenatore non reggiano a sedere sulla panchina dei biancorossi e a lui si deve l’introduzione di modelli professionistici nell’organizzazione degli allenamenti (cosa che portò presto all’addio di Gianni Codeluppi cestista solo part time e bancario). La dirigenza biancorossa lo chiama con lo scopo di ottenere la promozione in A2 e questo avverrà al termine della prima delle due stagioni passate a Reggio Emilia. Si abbandona il gioco di corsa tipico di Vecchi per uno in cui la difesa è più importante dell’attacco, studiando nei minimi particolari gli avversari. Zappi guida la squadra anche nel primo anno di serie A, campionato 1982-1983 centrando nuovamente l’obiettivo societario: la salvezza. Al termine di questo fortunato biennio viene avvicendato sulla panchina reggiana con Dado Lombardi.

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Joe Isaac

Primo allenatore straniero a guidare la Pallacanestro Reggiana, Joe Isaac arriva a Reggio Emilia dopo 3 stagioni sulla panchina di Varese. Classe ’43, l’allenatore statunitense non è accolto in città da grande entusiasmo da parte di tifosi e stampa. Alla sua corte, per il campionato di A1 1989-1990, chiama due grandi stranieri, Reddick e Joe Bryant e chiude il campionato al 7° posto, miglior risultato di sempre fino a quel momento per la squadra reggiana. La stagione successiva, 1990-1991, purtroppo non sarà altrettanto fortunata, a causa dei giocatori scelti per il roster e i numerosi infortuni (uno su tutti Reddick). Isaac viene esonerato prima dell’inizio dei playout e sostituito dal suo vice Massimo Grisanti che comunque non riuscirà ad evitare la retrocessione in A2.

Piero Pasini

Piero Pasini nasce a Forlimpopoli nel 1942 e quando diviene allenatore della Pallacanestro Reggiana. il suo compito è quello di riportare in serie A1 le Cantine Riunite dopo la retrocessione subita con Cesare Pancotto nella stagione 1986-1987. Pasini centra immediatamente l’obiettivo vincendo 25 partite su 30 e costringendo la Scavolini Pesaro alla bella nel primo turno dei playoff. Ben presto però “Topone” (questo uno dei suoi nomignoli) entra in attrito con la stampa reggiana a cui, per via del suo carattere burbero, non le manda certo a dire. La successiva stagione di A1, anno 1987-1988, è un crescendo di tensione che culmina con le sue dimissioni, sostituito da Massimo Grisanti, dopo poche partite disputate nei play-out.

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Leandro Ergelini

Vice allenatore di tantissimi head coach, da Raimondo Vecchi a Dado Lombardi, passando per Pancotto, Leo Ergelini siede sulla panchina delle Cantine Riunite come capo allenatore per sole 3 partite. Accade nella stagione 1986-1987, dove Leo prende il posto dell’esonerato Cesare Pancotto a 3 giornate dalla fine del campionato, rimediando altrettante incolpevoli sconfitte che significano retrocessione in A2.

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Gianfranco Lombardi

Gianfranco Lombardi è l’allenatore più amato dai tifosi reggiani e più temuto dai giocatori per via dei suoi modi burberi e spicci. Succede alla guida dei biancorossi a Gianni Zappi e alla sua prima stagione sulla panchina reggiana, campionato 1983-1984, perde solo 7 partite e centra la prima storica promozione in serie A1. Anche in serie A1 il gioco corale che va oltre ai limiti dei singoli di Lombardi continua a regalare grandi soddisfazioni, nel 1984-1985 la squadra si piazza al 10° posto mentre nel campionato 1985-1986 porta la squadra ai play off scudetto (persi contro Rimini) piazzandosi al 9° posto. Capace di coinvolgere e infiammare stampa e pubblico con i suoi atteggiamenti sempre sopra le righe Dado tornerà a Reggio nella stagione 1997-1998 scrivendo una nuova pagina storica della Pallacanestro Reggiana quando porterà i biancorossi alle semifinali scudetto dopo aver salvato la serie A1 all’ultima giornata vincendo sul campo della Fortitudo Bologna. L’anno successivo, 1998-1999, la PR partecipa alla coppa Korac riuscendo ad arrivare al secondo turno mentre in campionato ottiene un buon 7° posto ma ai playoff è subito eliminata da Rimini. La stagione 1999-2000 è l’ultima per Dado a Reggio Emilia e anche la più amara visto che si chiude con un esonero (sostituito dal vice Raho e poi da Marcelletti) e la squadra retrocessa in A2.

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Marzio D’Arrigo

Marzio D’Arrigo è il primo allenatore della storia della Pallacanestro Reggiana, targata Magazzini Jolly, nella stagione 1974-1975 e iscritta al campionato di Promozione. Arriva alla guida della squadra proveniente dall’Atletico Santa Croce e sotto la sua direzione la PR ottiene la promozione in serie D. L’anno successivo viene sostituito da Beppe Ferretti. Dopo l’esperienza con la PR allenerà Correggio per divenire poi dirigente della Pallacanestro Fornaciari.

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Massimo Grisanti

Massimo Grisanti nasce nel 1958 a Reggio Emilia ed è il primo reggiano a sedere sulla panchina della Pallacanestro Reggiana tre i professionisti (a parte la brevissima parentesi di Leo Ergelini) dopo essere entrato nella società biancorossa come responsabile del settore giovanile. Il suo debutto in panchina avviene nella stagione 1987-1988 quando prende il posto di Piero Pasini dopo tre giornate dei playuot. Grisanti riesce a salvare la squadra, di cui era assistente allenatore, prendendo le redini di un gruppo ormai in aperta rottura col proprio allenatore. Nella stagione seguente, 1988-1989, Grisanti si siede ancora sulla panchina della PR ma di nuovo nel ruolo di assistente allenatore, questa volta di Joe Isaac. Campionato di A1 1990-1991 la storia si ripete: la squadra vacilla, Joe Isaac viene esonerato e di nuovo Massimo Grisanti viene chiamato a risollevarne le sorti nei playout. Il miracolo però questa volta non riesce e i biancorossi retrocedono in A2. Nella stagione 1991-1992 l’allenatore reggiano per la prima volta comincia la stagione da head coach con l’obiettivo di riguadagnare la massima serie. Ma a causa di una squadra non proprio compatta l’obiettivo fallisce, i biancorossi concludono il torneo piazzandosi al 12° posto, punto più basso da quando la squadra è entrata nei professionisti. L’ano successivo Grisanti non viene confermato e al suo posto arriva a Reggio Emilia Virginio Bernardi.

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Giuseppe Ferretti

Professore di educazione fisica, Giuseppe Ferretti approda alla Pallacanestro Reggiana proveniente dall’Atletico Santa Croce, assieme a Marzio D’Arrigo e Giuseppe Iori. Dopo aver ricoperto il ruolo di direttore tecnico nella stagione 1974-1975, nella stagione 1975-1976 prende il posto di D’Arrigo alla guida della squadra. Sotto la sua direzione la PR passerà dalla serie D alla Serie B conquistata al termine del campionato 1977-1978. Il suo impatto con la serie B è però piuttosto traumatico e dopo un inizio non molto brillante cede il timone della squadra al suo assistente Raimondo Vecchi. I successi sul campo di Ferretti sono ottenuti con un tipo di gioco molto moderno, fatto di intensità difensiva, zone tattiche e veloci contropiedi, uno stile di gioco molto dispendioso dal punto di vista fisico che necessita, come nel basket attuale, l’utilizzo di tutti i 10 giocatori a disposizione.

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